Roberto

Nessuna corsa è scritta in partenza e i vincitori li conosce solo il palo d'arrivo.

Uno degli esempi che calzano a pennello con quanto appena detto ci riporta al 1972 all'ippodromo di York quando venne inaugurata la Benson and Hedges Cup, oggi rinominata Juddmonte international che apre l'Ebor meeting subito dopo ferragosto.

Al via sui 2000 metri del biliardo di York l'imbattuto quattro anni Brigadier Gerard, quindici vittorie quindici fino al quel momento e i tre anni protagonisti di uno strepitoso finale testa a testa nel Derby di Epsom Rheingold e Roberto alla fine vincitore. Roberto, nato da Hail To Reason e Bramalea, prima della vittoria di Epsom aveva riportato le giovanili National al Curragh meritandosi il titolo di miglior puledro maschio di due anni d'Irlanda e nella primavera del 1972 il secondo posto dietro High Top nelle 2000 ghinee di Newmarket.

Il nome Roberto lo deve al campione di Baseball Roberto Clemente ed al suo propietario John Galbreath. Allenato dal maestro Vincent O'Brien venne montato ad Epsom da Lester Piggott che però a York, dopo un lavoro poco entusiasmante, gli preferì Rheingold. Il trentaduenne crack panamense Braulio Baeza, visto come un pesce fuor d'acqua da più parti, che in carriera aveva montato tra gli altri anche Buckpasser e Dr.Fager, ma alla prima esperienza su una pista britannica fu ingaggiato per montare il discendente di Nearco.

Brigadier Gerard era l'indiscusso favorito e i presenti quel giorno in pista non dimenticheranno la monta di Baeza e l'accelerazione di Roberto che a metà retta allunga, stacca ed entra nella storia lasciando sul palo a tre lunghezze Brigadier Gerard infliggendogli l'unica sconfitta della carriera.

Roberto era questo, cuore, grinta, tanta classe unita ad una esplosività che lo esaltava nei momenti topici. Alla fine del 1972 ottenne il titolo di miglior maschio di tre anni sia in Inghilterra che in Irlanda e l'anno successivo mette in bacheca la Coronation Cup. Ritirato in razza dopo aver riportato sette delle quattordici uscite in pista influenzò, prima come sire e ancora oggi con i propri continuatori le diverse latitudini ippiche. Giappone, Australia, Europa e U.S.A. ad esempio come avo del compianto Barbaro attraverso Dynaformer.

Sicuramente ci saranno cavalli maggiormente ricordati per le loro imprese, ma le gesta del campione USA nato nel 1969 alla Darby Dan Farm e dove tutt'ora riposa dal 1988 hanno segnato in modo netto ed indelebile uno dei periodi maggiormente fulgidi grazie alla classe dei protagonisti che tra gli anni 60 e 70 calcarono i palcoscenici ippici. Secretariat, Mill Reef, Nijinsky solo per citarne alcuni che impreziosirono quegli anni a classe gli furono oggettivamente superiori, ma Roberto non fu mai secondo a nessuno per quel talento innato che gli permetteva di sorprendere mettendo in campo una accelerazione ed uno scatto che gli permise di sedersi con pieno merito al tavolo dei grandi. Perchè i conti alla fine...si fanno sul winning post.


Luca Zavatteri


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