Mumtaz Mahal

"Lei è meravigliosa, vicino alla perfezione come l'immaginazione possa concepire. La sua

conformazione è ideale e ha dimensioni e qualità". Con queste parole veniva descritta alla fine dell'asta di Doncaster nel 1922, a cui prese parte, la più influente cavalla del novecento. Per conto dell' Aga Khan III, alla cifra considerevole di 9100 ghinee ( seconda

solo alle 10000 sborsate per Sceptre nel 1900), se la aggiudicò George Lambton. Ma cosa aveva mai questa cavalla per attirare tanta meraviglia e attesa? E' presto detto, nasceva nella porpora. Sua madre Lady Josephine fu una campionessa dello sprint e quando Lady Sykes of Sledmere nel 1920 pensò di presentarla a The Tetrarch il tutto stava prendendo forma.

The Tetrarch era ed é considerato il più forte due anni di ogni epoca e probabilmente anche

il più forte cavallo di sempre anche se la controprova non ci fu mai in quanto chiuse la

carriera a due anni per problemi fisici. Sta di fatto che comunque anche in razza si

dimostrò un leading sire a tutti gli effetti e dall'unione dei due flyers nacque lei:

Mumtaz Mahal. La grigia nata nel 1921 deve il suo nome alla terza moglie del regnante

dell'impero Mughal Shan Jahan che per lei fece costruire ad Agra, in India, il Taj Mahal

l'edificio simbolo dell'amore eterno.

Soprannominata, manco a dirlo visti i natali, the flying filly a due e tre anni si ascrisse

nel tema della velocità Queen Mary, Champagne and Nunthorpe stakes tra le altre finendo

seconda nelle 1000 ghinee di Newmarket grazie alla sua classe che contrastò la mancanza di

stamina. Fu ritirata in razza in Irlanda allo Shesoon stud alla fine dei tre anni.

Secretariat, Petite Etoile, Abernant, Royal Charger, Mahmoud, Shergar, Nasrullah sono tutti campioni che alle diverse latitudini, distanze e temporalità hanno segnato il

novecento. Cosa li accomuna? Discendono tutti in linea materna da Mumtaz Mahal. Ecco la grandezza di questa femmina che attraverso i suoi discendenti ha dato lustro e corpo

arricchendo e migliorando l'ippica di tutto il secolo. Dei suoi nove prodotti sono tre le sue

figlie che più la rappresentano: Mumtaz Begum, Mah Mahal e Rustom Mahal.

Dalla prima, in linea troviamo Nasrullah, sire basilare, da cui Bold Ruler per arrivare

all'epocale Secretariat. E sempre per rimanere in tema di campioni da lei si arriva a Shergar, lo sfortunato vincitore del Derby di Epsom d’inizio anni ‘80. Mah Mahal ci porta a Mahmoud vincitore anch'esso ad Epsom ed alla straordinaria Petite Etoile. Infine Rustom Mahal, che non corse mai, fu definita da Sir Gordon Richards la più veloce cavalla da lui montata in lavoro. Affermazione quanto mai azzeccata visto che ha generato Abernant, il più grande sprinter del secondo dopoguerra.

Durante la seconda guerra mondiale l'allevamento irlandese dove Mumtaz Mahal risiedeva fu

invaso e tutti i cavalli sequestrati, tranne lei. Qualcuno, forse romanticamente, pensò

che venne risparmiata in rispetto alla sua grandezza. Non si saprà mai il reale motivo,

ma nell'incertezza questa tesi rafforza tutte le peculiarità di questa campionessa grigia

solo nel mantello che ha acceso la fantasia, la passione, il rispetto portando luce

nell'allevamento mondiale influenzando ancora oggi i vari incroci allevatori. Si spense nel 1945 in Francia all'Haras Marly La Ville.

Luca Zavatteri

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