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CORONACH

"Il bastardo è scappato con me". Parole pronunciate Mercoledi 2 giugno 1926. È appena terminato il Derby a Epsom dove acqua e freddo l'hanno fatta da padrone scoraggiando pochi e richiamato tanti, lungo tutto il percorso per sostenere, molti col biglietto in mano, Colorado, vincitore delle 2000 ghinee a Newmarket e favorito tra i 19 al via. Joe Childs, 42 primavere e da un anno prima monta di re Giorgio V è a caccia del suo terzo derby, dopo averlo riportato, traslocato a Newmarket per esigenze belliche nel 1916 con Fifinella e nel 1918 con Gainsborough, col quale chiuderà la Triplice Corona. Joe, francese di nascita, alto, sguardo accigliato dall'aspetto severo , parlava alla pari con allenatori e proprietari ed era solito in corsa essere un attendista: aspettare il più possibile

per lo scattorisolutivo. Oggi non è andata proprio cosi: Fred Darling, suo allenatore di fiducia, gli ha affidato

Coronach, sauro listato di bianco, top a 2 anni che ha sbattuto contro Colorado ad inizio

primavera nel Suffolk. I due, in testa fin dal via non si sono fatti avvicinare da nessuno (presenti tutti i migliori, da Lex al favorito di Lord Derby, da Swift and Sure all' Aga Khan Cimiez),

imponendosi per cinque chiare lunghezze per la gioia di Lord Woolavington sorridente e dei

bookmakers, ancora più raggianti per aver salvato circa 2 milioni di sterline. Il bastardo, come

apostrofato da Childs, gli ha permesso il trionfo nel modo più assoluto, facendogli conoscere

uno schema diverso, forse il solo che il figlio di Harry On conosceva per vincere. Le successive vittorie da lontano in St.James Palace ad Ascot (addirittura venti lunghezze), Eclipse a Sandown e St.Leger a Doncaster davano la misura del nipote di Marcovil. Ridimensionato l' anno successivo da due scontri diretti con il rivale di sempre Colorado e, forse più, per i problemi respiratori che lo tormentavano. Vinse comunque ancora ad Epsom la Coronation Cup e a Royal Ascot chiudendo una carriera che lo vide protagonista successivamente anche in Italia attraverso il genio di

Tesio che lo scelse come stallone per le sue doti atletiche e di coraggio come padre di De Albertis e soprattutto della wonder horse Jacopa del Sellaio capace nel 1932 di vincere Parioli, Elena Derby e Oaks. Chapeau. Si diceva del coraggio, quello che alcuni dubitavano avesse Coronach, in difficoltà quando gli schemi e le evenienze in corsa si facevano difficili.

Essere il solo fino a quel momento e, dal 1985 in coabitazione con Slip Anchor, ad aver vinto IL

Derby da un capo all’altro: se questo non è coraggio. Luca Zavatteri




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1 Comment


Bello tutto, commento e straordinario documento in un fantastico bianco e nero imperdibile 👍👍👍👍

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